| Il lago è lì sotto, quindi ... giù dritti |
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| Che cosa volete
che vi dica? "Sono un pazzo" alla tenera età di 33
anni ancora provo a fare il bambino cresciutello, secondo la ormai
consolidata teoria del "supergiovane", e mi lascio coinvolgere
da qualche pazzo scatenato (Fig. 1) in avventure che ormai
dovrei lasciare a chi ancora possiede le facoltà fisiche e
mentali per affrontare tali avventure.
Ebbene sì è duro resistere alla tentazione di una
piacevole scampagnata in montagna. |

Fig. 1 |
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Fig. 2
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Ore
sette del mattino: ma siamo proprio sicuri di voler fare questa
follia? Ormai la parola è data e va rispettata. Levataccia
a parte e ore interminabili di viaggio, causate principalmente da
dei ciclisti in gara (Grrrrrrrrr) arriviamo a Prato Spilla dove
la nostra neo autopromossa guida ci espone il "giretto"
da fare. Sei ore di camminata senza cibo per le prime 3 ore almeno.
Chi avevamo di fronte? Il Conte Dracula forse?
Dracula no ma Lucifero che aveva voglia di
divertirsi con noi ... |
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Fig. 3
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sicuramente.
Al grido "Niente sentiero, saliamo per la pista" siamo
partiti sicuri che un comodo loculo in quei verdi prati (Fig.
2) non ce lo avrebbe negato nessuno. Mentre qualcuno di noi
già iniziava a dare qualche piccolo sintomo di squilibrio
(Fig. 3)
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Fig. 4 |
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| Una volta arrivati in cima e fiduciosi che le torture
fossero finalmente giunte al termine ci siamo concessi una foto di gruppo
grazie alla quale potrete ricordarci per le favolose persone che eravamo
prima del trattamento subito in data 1 giugno 2003 (Fig. 4) ora stentereste
a riconoscerci. |
| Eh no!!! Il
sadismo ancora non si era manifestato e forte di un allenamento
iniziato mesi prima "Egli" disse "beh ormai siamo
sul crinale il peggio è passato, ora è tutta discesa".
Tutta discesa un paio di ...
Ormai iniziavo a sentirmi come Messner quando
si è fatto tutti gli 8000 in solitaria ed in un lasso di
tempo brevissimo, le allucinazione erano la normalità, ma
devo dire che il paesaggio, a parte il |
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| dettaglio di una piccola
grandinata sulla testa, ha reso la giornata spettacolare.
Ditemi voi, quando ti si presenta uno spettacolo
come questo (Fig. 5) che cosa potete maledire? Nulla. La fatica,
la grandine, la pioggia battente, le vesciche ai piedi, la fame e la sete
non sono nulla al confronto. |
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Fig. 5
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Quello che non
ancora non sapevamo, ma che presto avremmo scoperto, era il desiderio,
il bisogno che la nostra guida ancora non aveva saziato.
Il più pericoloso di tutti. Il bisogno di avventure alla
Robinson Crusoe. Alcuni di noi, a distanza di anni ancora
si chiedono se i sentieri vengono volutamente sbagliati, nascosti,
omessi, ignorati, cancellati o ... Il nostro appennino deve essere
una specie di triangolo delle Bermuda perchè, sistematicamente,
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si rende necessario il rito della "direttissima".
Meglio conosciuto come "Perso il sentiero ... ne facciamo un'altro".
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Fig. 6
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Poco male se
non fosse che il "nuovo" sentiero passa "sempre"
attraverso il bosco più fitto e primordiale che possiate
conoscere (Fig. 6) ancor meglio se detto bosco
è su un dirupo con una pendenza di 80° (Almeno).
Siamo sopravvissuti (Fig. 7) e felici di essere arrivati al nostro
primo |

Fig. 7 |
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| obiettivo. Il Lago Verde. Il più arduo in
realtà perchè superata l'avventura "il lago è
lì sotto, quindi ... giù dritti", lo so sembra un titolo
della Wertmuller ma è in onore di |
un grande amico
che merita di essere ricordato per il bellissimo giro che ci ha fatto
fare e che ora si è ridotto come potete vedere nell'immagine
già indicata (Fig. 1).
E come chicca finale, godetevi il filmato di fine giornata che esprime alla perfezione
lo stato mentale del nostro eroe. E' grossino ma vale la pena avere pazienza
Grazie Odo del bellissimo giro. (Questo non era ironico)
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Parma, 5 giugno 2003 Cuoredif@ngo |